mercoledì 1 aprile 2026

VORREI di Tiziano Astolfi © 2026

 

VORREI  di Tiziano Astolfi © 2026          

Vorrei essere una lacrima che nei tuoi occhi nasce,

e poi scorrere sulle tue guance e  morire tra le tue labbra

Vorrei baciare il tuo collo e poi annusare la tua pelle,

accarezzare il tuo seno e sentirne il dolce profumo

Vorrei sentire la tua voce che parla al mio cuore

e mi rivela sensazioni ancora sconosciute

Vorrei annusare e sentire quel liquido che scende, cosi

imponente che come un’alchimia sembra una magica follia

Vorrei respirare il vento che muove i tuoi capelli e libera

nell’aria frammenti di una inusuale e dolce melodia

                                                   

Tutti i diritti riservati - Copyright by Tiziano Astolfi © 2026

lunedì 27 novembre 2023

C'E' ANCORA DOMANI di PAOLA CORTELLESI - recensione breve di Tiziano Astolfi © 2023

 

C'E' ANCORA DOMANI di Paola Cortellesi  

recensione breve di Tiziano Astolfi © 2023

C’E’ ANCORA DOMANI è un film interessante ma crudo e rivolto soprattutto agli uomini. Un film che particolarmente fa star male la platea maschile, quella dotata di maggiore sensibilità. Un film verità tratto dai racconti della madre e soprattutto della nonna  della stessa Cortellesi, protagonista e regista del film. Girato in bianco e nero, il film permette allo spettatore di immedesimarsi con più efficacia come se fosse alla visione di un reale documento dell’epoca. Il periodo storico è quello del secondo dopo guerra e a ridosso delle elezioni politiche del 1946 nella scelta tra monarchia e repubblica per l’assemblea costituente. L’audio un po’ difficile per via della parlata romanesca sia nei modi di dire che per la forma tipicamente dialettale è comunque supportato da una efficace scelta delle musiche che sottolineano le fasi salienti tra commedia e dramma.  



Copyright by Tiziano Astolfi © 2023 - Tutti i diritti riservati 

martedì 3 maggio 2022

RUGHE DELLA NATURA di Tiziano Astolfi © 2022


 RUGHE DELLA NATURA   

di Tiziano Astolfi © 2022

                                       

Salve, rughe della natura, voi che togliete la luce del sole, presto alla mattina e nella quiete della sera privando agli umani di questa terra di veder  incantevoli  tramonti, salve! Roteando il capo dal centro della conca l'occhio attento e severo osserva la lunga catena frastagliata che  tutta intorno avvolge l'intera comunità.  

La luce dell'alba che tarda a venire è nascosta ad est da una gigantesca gobba simile ad un inquietante e oscuro mostro dormiente, detto il Colle, mentre ad ovest una cresta continua dal nome Mendola pone altrettanti limiti rendendo  la durata della giornata più corta di quanto potrebbe. Il sottostante fiume di nome Adige, proveniente da nord, scorrendo nella medesima valle sfiora il capoluogo atesino e, proseguendo verso sud, accoglie dopo pochi chilometri  l'altro fiume che circonda la città: l'Isarco. Salendo rapidamente a nord in postazione San Genesio, subito si accende incuriosito  lo sguardo verso la zona meridionale dove la catena delle rughe lascia intravvedere... piccoli lembi dell' amata patria. 

Per molti terra di transito, per giovani luogo di partenza, per anziani oasi di pace e tranquillità, per pochi luogo di meditazione ricordando la travagliata storia di questa terra di confine. Il pensiero metafisico affiora di tanto in tanto togliendo ogni limite imposto dalla strana e complessa società nella quale, alternandosi in tempi diversi, gli uni cercano di dominare gli altri.

Pur nato in questa piccola terra,  incolta  e chiusa  non solo geograficamente, nasce spesso in me il desiderio di evadere verso l'estendersi della pianura dove il sole della sera allunga le ombre arricchendo la visuale di un magico mistero.

La lontananza rende il pensiero distante e a volte malinconico... l'aria, l’acqua, i ricordi d'infanzia, le  antiche conoscenze mi legano a questa strana terra dalla quale bisogna sempre prima evadere, per desiderare poi di farvi ritorno.




Tutti i diritti riservati - Copyright by Tiziano Astolfi © 2022 


www.tizianoastolfi.com 





giovedì 20 maggio 2021

IO SONO GIORGIA - recensione di Tiziano Astolfi © 2021

 IO SONO GIORGIA -   breve recensione di Tiziano Astolfi © 2021


20 maggio 2021 

Un libro interessante, una cronologia autobiografica di piacevole lettura,  bene descritta  in un periodo storico da tutti riscontrabile e in particolare da qualsiasi lettore che abbia superato gli "anta" da qualche decennio. Un libro che dovrebbe essere letto da chiunque voglia prima conoscere  e poi criticare Giorgia Meloni. Trecentoventisette  pagine che mettono a nudo debolezze e  punti di forza di una donna con ideali chiari acquisiti con passione, ammirevole forza di volontà e tenacia nel corso di una difficile appartenenza politica. Un libro-racconto appassionato in cui l'autrice  parla di sé in prima persona a tutto tondo, dalle sue radici alla sua infanzia, dai suoi rapporti famigliari nel ruolo di madre all'importante ruolo politico nel complesso parlamento italiano ed europeo.    

                                                                                                     Tiziano Astolfi


Tutti i diritti riservati - Copyright by Tiziano Astolfi © 2021

domenica 3 maggio 2020

SMART WORKING - IMPRESSIONI di TIZIANO ASTOLFI © 2020


Smart working - impressioni      di Tiziano Astolfi © 2020

"Smart-working", letteralmente “lavorando intelligentemente”.   Questa nuova (im)postazione è una bella idea o una delusione? Chi lo sa?!  Con un click apri un mondo  e lo vedi a tutto tondo, forse come mai prima. Sul tavolo hai un panino, un sandwich o un tramezzino.  Gli occhi fissi sul display, seduto, attento e concentrato comunque  sempre bene pettinato, a volte anche un po’ truccato perché tu sai che sei  inquadrato come fossi una star della tv. Un chilometro oppure mille non hanno davvero importanza perché trovi tutto lì in una stanza. Con un panno sulle  ginocchia, puoi lavorare anche in pigiama con vicino chi ti ama. Un caffè con la macchinetta oppure un tè senza fretta, ogni tanto ti concedi un piccolo  ristoro! “Grazie, tesoro!” Una telefonata imprevista, una e-mail a volte non vista, e poi a scorrere on-line una nuova lista. E il postino che ti suona o il vicino che ti rompe.  A volte c’è una  radio troppo alta  che disturba sempre quanto basta. La concentrazione è necessaria ma la situazione è sempre  varia. E il cane che abbaia, o il gatto che passa davanti allo schermo…”Stop,un po’ di calma!” Non ci sono orari fissi, come prima ritenevi avessero imposto certi “fessi”. E chi ha un bimbo che vuol mangiare e che è costretto ad aspettare?!… ma quanta fretta, un attimo "aspetta!"
Ma.. sei al lavoro (ufficio) o sei a casa? 
Niente pausa caffè ma la pausa la fai quando vuoi tu. Niente traffico alla mattina e risparmi con la benzina, niente chiacchiere in ufficio ma… non sai se è un beneficio. Niente maschere, mascherine e guanti, in casa siamo uguali tutti quanti. È l’impostazione del futuro che ci mette davanti ad un muro. Già, ma come sarà? Questa strana società non so dove arriverà! Dove ci porterà? Ormai il virtuale  è diventato adesso virale; adsl, tablet, smartphone, whatsapp, messenger, zoom, new-media e mille altre piattaforme, informatica ovunque…oh.."che confusione!",… ma se non c’è connessione ti senti perso, il tuo lavoro viene vanificato e vai nel pallone oh… che delusione! Telelavoro, home-working, lavoro agile è tutto il mondo del terziario che viaggia forte, dritto in un binario che non è quello di ferro ma quello virtuale chiamato sistema digitale. A volte questa strana  gratitudine rima però con solitudine … e allora affiora la malinconia pensando ai ricordi del passato dove tutto sembrava scontato. C’è uno strano isolamento che non sempre ti fa contento. Ma c’è sempre più voglia di contatti quelli veri e quelli sani più conosciuti come umani. E c’è voglia di fatti veri e concreti, quelli che hai sempre visto e da cui hai tutto imparato e ti hanno bene formato. Voglia di vedere e sentire voce vera,  di annusare profumi di vita vera, quelli che creano atmosfera da mattina a sera. E un inevitabile pensiero vola a quel mondo "vero" in cui si lavora ancora con le mani a tempo pieno, dove si prepara il quotidiano, il pane fresco fatto a mano ed il sale della vita, o importanti vari elementi che sono la base per noi esseri viventi.  E si rivalutano antichi mestieri, il falegname, il contadino e ancora molti artigiani  che in questa società  usano le mani. Chi lavora nel primario, chi progetta nel secondario o chi lavora in officina, nelle fabbriche o in cucina, nelle industrie della moda fino al grande mondo della scuola dove l'insegnante con vera passione svolge "dal vivo" la sua importante missione.  Allora, lo “Smart working” è davvero conveniente???

                                                                  Tiziano Astolfi





Copyright by Tiziano Astolfi © 2020 Tutti i diritti riservati

lunedì 20 gennaio 2020

HAMMAMET di Gianni Amelio - RECENSIONE DI TIZIANO ASTOLFI © 2020

HAMMAMET di Gianni Amelio - film  
RECENSIONE DI TIZIANO ASTOLFI © 2020                  
20 gennaio 2020

Da alcuni giorni viene proiettato in tutte le sale cinematografiche italiane il film-documento “Hammamet”. Si può considerare un film difficile ma  interessante, che racconta gli ultimi sei anni della vita di Bettino Craxi, il politico italiano autodefinitosi esiliato oppure, per la magistratura italiana, rifugiato in Tunisia, ad Hammamet, nel 1994.  Accusato di finanziamento illecito e corruzione dopo tangentopoli, Bettino Craxi è perseguito da un'inchiesta giudiziaria  iniziata in Italia nei primi anni Novanta dal cosiddetto  "pool di mani pulite" capitanato dall'allora magistrato Antonio Di Pietro.  Nel film emergono molti elementi storici che possono essere compresi da un pubblico bene informato e soprattutto di età avanzata, che abbia appunto seguito con attenzione gli avvenimenti politici che hanno caratterizzato gli ultimi decenni della vita politica italiana. Craxi, interpretato magistralmente dall'attore Pierfrancesco Favino sia per la sua  bravura che per l’ incredibile somiglianza fisica ottenuta da un eccezionale  team di truccatori, dopo un lunghissimo studio di sperimentazione, è messo a nudo nella sua fragilità di uomo,  di importante esponente del governo italiano nonché di politico di punta del partito socialista italiano alla fine della sua carriera. Nella proiezione, della durata di oltre due ore, Il regista Gianni Amelio attraverso una semi-cronologia di fatti vuole evidenziare alcune fasi della vita del segretario del PSI: dalla sua consacrazione come leader politico, osannato, ammirato, temuto, abbandonato e poi dimenticato ad alcuni avvenimenti che lo hanno classificato come l'unico politico italiano che ha saputo tenere testa agli  alleati americani nella famosa crisi internazionale di Sigonella del 1985. L'ambientazione del film è collocata in Tunisia, proprio ad Hammamet nella reale  tenuta dove Craxi ha vissuto gli ultimi anni della sua vita con la moglie, la figlia Stefania e il nipotino. Riflessioni, ripensamenti  e analisi del suo operato politico vengono riproposti nei dialoghi che il "Cinghialone", termine che gli  fu affibbiato da vari satirici dell'epoca,  fa con un non ben definito "amico" politico, molto rispettato da lui ma  appartenente ad un partito diverso dal suo. Interessante la sequenza in cui un gruppo di turisti italiani curiosi, vedendo Craxi passeggiare lungo la riva del mare, si avvicinano e con tono arrogante e provocatorio  lo insultano pesantemente chiedendogli dove avesse  nascosto il denaro frutto degli illeciti da lui commessi. La scena ricorda inevitabilmente il famoso lancio di monetine da parte della folla inferocita all’uscita dell’ hotel Raphael a Roma all’inizio della sua vicenda  giudiziaria che segnò emblematicamente la fine della cosiddetta “Prima Repubblica”. Chiave di lettura del film rimane il continuo confronto di idee con il figlio di un compagno di partito che aveva previsto ed esposto al suo capo politico, allora arrogante e apparentemente invincibile, i guai futuri. Rimasto inascoltato e sbeffeggiato, fa una fine ingloriosa suicidandosi, inducendo così il figlio a perpetrare la sua vendetta mettendo Craxi alle strette. Ma quest’ultimo è troppo perspicace e astuto per farsi piegare; propone quindi al giovane di documentare le sue idee e i suoi terribili segreti, in cambio della vita, che nonostante tutto amava. Il giovane, tornato in Italia, appesantito da segreti che avrebbero potuto destituire l’ordine dello Stato, si abbandona alla malattia mentale. Ma, durante una visita della figlia del leader politico ormai scomparso, consegna  una videocassetta contenente la prova dei pesanti segreti raccolti alla ragazza perché li custodisca. Il carattere burbero, sanguigno e autoritario di Craxi viene sottolineato dal rapporto che ha con la figlia Anita (realmente Stefania) che mostra tenerezza e dedizione nell'accudire il padre ormai stanco e ammalato e dai contrasti con il figlio Bobo.Un bel film che fa riflettere e induce lo spettatore ad approfondire alcuni lati oscuri e ancora segreti della politica italiana, della magistratura, della imprenditoria e della realtà in cui affonda le radici l’attuale società italiana. 
                                                                Tiziano Astolfi


Tutti i diritti riservati - Copyright by Tiziano Astolfi © 2020

sabato 6 luglio 2019

LE RAGAZZE/I CHE SI TATUANO, SANNO COS'E' L'EROTISMO? di Tiziano Astolfi © 2019


LE RAGAZZE O I RAGAZZI  CHE SI TATUANO, SANNO COS'E' L'EROTISMO?
di Tiziano Astolfi © 2019
 
Erotismo: il complesso delle varie passioni, degli istinti e degli atti dell'essere umano nei riguardi del sesso; accentuazione di motivi sessuali e delle manifestazioni  prodotte direttamente o indirettamente dal corpo. Così recita il vocabolario della lingua italiana Devoto-Oli. Quindi erotismo vuol dire trasmettere sensazioni, anche involontariamente, ma soprattutto con il proprio corpo. A sostegno di questa tesi negli ultimi anni anche la lingerie, categoria di abbigliamento intimo soprattutto femminile,  ha avuto un notevole incremento, associata alla cosmesi per la cura del proprio corpo e al continuo proliferare di centri di benessere - i cosiddetti "Wellness".  Sedurre, stupire e piacere all'altro (o all'altra) è un modo di relazionarsi sempre più frequente e decisamente intrigante nell'attuale (e forse esigente) società contemporanea. Il fascino del corpo da sempre ha esercitato un grande interesse nell'arte, nella moda e nei costumi delle varie epoche. L'erotismo deve molto anche al senso della curiosità, ovvero al fascino provato nei confronti di un corpo che non è il proprio. Vedere e non vedere, immaginare e sognare è dunque la "missione" magica dell'erotismo. Ora immaginiamo un nudo di donna dipinto nell'arte classica o uno dei magistrali disegni di corpi femminili del maestro Milo Manara, o ancora  una foto di nudo femminile del maestro fotografo americano Edward Weston o del tedesco Helmut Newton  dove viene esaltata la purezza della forma e sublimata la bellezza della figura del corpo umano. Possiamo immaginare che sulle parti del corpo di queste opere vi siano dei segni, dei loghi, delle scritte ovvero dei tatuaggi?  Impossibile o estremamente difficile accettare una cosi innaturale alterazione dell'opera. Questo ce lo insegnano l'estetica e i molteplici studi sulla bellezza aurea, ma anche semplicemente il buon gusto. Ma allora, i ragazzi e le ragazze che, sempre più spesso, decorano ma forse è meglio dire "imbrattano" in maniera indelebile il loro corpo con segni, pseudo-disegni molte volte simili a macchie di colore spesso incomprensibili, cosa vogliono comunicare? Originalità? Voglia di distinguersi non accorgendosi di far parte di una "tribù" imposta dalla moda del tempo? Difficile immaginare che vogliano rivelare sensualità avendo alterato  la pura bellezza di un corpo naturale. Allora possiamo chiederci: ma questi ragazzi amanti del tatuaggio, sanno cos'è l'erotismo? Pare proprio di no.
                                                                         Tiziano Astolfi
 

Copyright by Tiziano Astolfi © 2019 - Tutti i diritti riservati
www.tizianoastolfi.com

 

giovedì 3 gennaio 2019

VAN GOGH - SULLA SOGLIA DELL'ETERNITA' (film) recensione di TIZIANO ASTOLFI © 2019




VAN GOGH - SULLA SOGLIA DELL' ETERNITA'
film di Julian Schnabel  © 2019
 
 
recensione
di Tiziano Astolfi © 2019
 
Il  film, della durata di circa due ore e uscito in Italia il 3 gennaio 2019, racconta gli ultimi anni della tormentata vita del celeberrimo pittore olandese Vincent Van Gogh.  Il difficile rapporto con l'amico pittore Paul Gauguin e il morboso rapporto con l'amato fratello Theo sono l'asse portante del film-documentario,  fino al misterioso suicidio/omicidio  avvenuto alla  età di soli 37 anni. In questo film  il regista Julian Schnabel, cineasta e artista contemporaneo newyorkese, vuole sottolineare, con una  sua personale interpretazione, il tormento, la solitudine, l'inquietudine, l'angoscia, le ansie e i continui conflitti interiori che il genio indiscusso dell'espressionismo affronta nella sua breve vita. Per evidenziare tutto ciò , l'autore e sceneggiatore della pellicola,  ricorre a particolari riprese, a volte soggettive, ma molto spesso sfocate oppure a inquadrature molto mosse e,  se non si considera che sono volutamente eseguite  in questo modo,  si può  ben dire che sono inguardabili e dannose per gli occhi dello spettatore attento. Sebbene nelle intenzioni del regista vi sia la volontà di trasmettere cinematograficamente la "visione" e l'esecuzione veloce della pittura di Van Gogh, il continuo traballare delle immagini, per quasi tutta la durata del film, fatte in gran parte dalla macchina da presa  tenuta a spalla, risultano molto fastidiose e rasentano quasi il livello dilettantistico.  Peccato che al regista pittore, laureato in arte all'università di Houston (USA), sia sfuggito l'aspetto estetico e armonico dell'opera. Un film che poteva essere molto interessante per capire meglio la vita straordinaria di un genio incompreso,  ma che forse poteva essere arricchito da altri  importanti elementi non  citati nella pellicola; cosicché il film, pur avendo un forte potenziale comunicativo, è in parte rovinato dalla superficialità nella scelta del tipo di ripresa cinematografica.
                                                                 
                                                                               Tiziano Astolfi




Copyright by Tiziano Astolfi © 2019 - Tutti i diritti riservati

venerdì 11 maggio 2018

LORO 2 - RECENSIONE DI TIZIANO ASTOLFI © 2018

                       LORO 2 - RECENSIONE DI TIZIANO ASTOLFI © 2018

 
 

Bolzano, 11 maggio 2018
LORO 2  film - regia di Paolo Sorrentino
recensione di Tiziano Astolfi © 2018

Da ieri, in tutte le sale cinematografiche, dopo due  settimane dalla prima proiezione,  viene proiettato Loro 2 ovvero la seconda parte dell'atteso film di Paolo Sorrentino, dedicato ad una delle figure più interessanti e controverse della società italiana contemporanea degli ultimi 25 anni. Anni in cui una parte politica, ma anche alcuni rami della magistratura, hanno vissuto compatti e uniti esclusivamente nell' antiberlusconismo più sfrenato. Curiosità, ammirazione, sdegno, invidia  ed una abbondante ipocrisia hanno caratterizzato questo periodo storico. Nelle intenzioni del regista non appare la sensazione che si voglia schierare ideologicamente né dalla parte berlusconiana né antiberlusconiana ma che si voglia invece orientare nella dimensione dei sentimenti di un personaggio che, ad una attenta analisi, sembra misterioso e forse incomprensibile ma in cui inevitabilmente traspare l'aspetto umano. Un film in cui prevale l'aspetto metafisico, l'importanza della luce e della musica caratterizzano il taglio "felliniano" della pellicola. Loro2 inizia con una ragazza nuda ai bordi di una piscina nell'atto di depilarsi. E' l'inizio di una serie di immagini metaforiche che rispecchiano una cronaca vera o costruita sul personaggio Berlusconi, cronaca fatta conoscere alla  società attraverso congeniati media di diverso orientamento politico. "Tutto vero, tutto falso" e poi "Tutto non è abbastanza" sono le didascalie stampate sopra i rispettivi titoli di Loro 1 e Loro 2 che appaiono nei manifesti dei 2 films. Il dialogo tra due imprenditori, Berlusconi e un probabile Ennio Doris, (interpretati ambedue da Toni Servillo), ricorda la scalata al potere economico nell'ambito delle costruzioni edilizie e le qualità indiscusse del grande piazzista. L'abilità nel sedurre uomini politici necessari per ritornare alla guida del governo, dopo la caduta del governo Prodi nel 2008, sono parallele alle sequenze in cui decine di ragazze, reclutate dal solito Tarantino (interpretato da Scamarcio),  tentano di arrivare a Lui per ottenere visibilità o successo nel mondo dello spettacolo. Il dialogo rivelatore con la moglie Veronica (interpretata da E. Sofia Ricci) è al centro dell'opera: è il dialogo pre-divorzio di una moglie delusa, stanca di subire i "probabili" o presunti tradimenti coniugali di cui la stampa non esita ampiamente di pubblicare. Negli ampi spazi di una delle sue lussuose ville, non mancano le canzoni napoletane cantate dallo stesso Silvio e accompagnate alla chitarra dal fedeIe Apicella, il cantante italiano diventato noto per aver interpretato canzoni scritte da Silvio Berlusconi. I  consigli del grande e vecchio amico Confalonieri e il breve dialogo con il popolare Mike Bongiorno sottolineano momenti di riflessione sulla condotta morale del personaggio B. Il film termina con l'evento del catastrofico  terremoto dell'Aquila, in cui Berlusconi, aggirandosi tra le macerie,  incontra la gente del luogo,  promette di dare il suo aiuto personale e annuncia la costruzione delle new-town. Una gru recupera, solleva  e poi adagia una statua raffigurante un corpo tra lo stupore della gente che viene ripresa da una lunga e inquietante panoramica. Un film interessante, scenograficamente perfetto ma forse un po' troppo lungo. Due film dalla durata complessiva di oltre 200 minuti che probabilmente potevano essere ridotti ad un' unica pellicola, una doppia proiezione che lascia sospettare una calcolata operazione commerciale.    

                                                            Tiziano Astolfi



Tutti i diritti riservati - Copyright by Tiziano Astolfi © 2018 

venerdì 27 aprile 2018

LORO 1 - RECENSIONE DI TIZIANO ASTOLFI © 2018

 
LORO 1 - recensione di Tiziano Astolfi © 2018 

LORO 1 film 2018 - regia di Paolo Sorrentino  
recensione di  Tiziano Astolfi  26 aprile 2018

Da alcuni giorni è uscito nelle sale cinematografiche il film: LORO 1 di Paolo Sorrentino. Un film metaforico, pseudo documentaristico, a tratti surreale, provocatorio ma anche dai contenuti squallidi. Una pecora entra in una lussuosa villa e assiste alla proiezione di alcuni canali televisivi commerciali mentre un condizionatore d'aria abbassa gradualmente la temperatura ambiente fino a far morire l'animale. Un rampante impresario venuto dal sud, cocainomane e senza scrupoli (interpretato da Scamarcio) recluta disinibite ragazze per introdurle nel mondo dello spettacolo attraverso party organizzati. Droga, alcol e orge caratterizzano il clima degli incontri. Politici corrotti coinvolti in probabili illeciti affari mirano al potere cercando di salire sul carro del vincitore per poi colpire il suo condottiero. Lo specchio di un'Italia corrotta è quello della cosiddetta seconda repubblica. Una ricostruzione fantastica, quasi fedele, rabbiosa e politica dei primi anni duemila.  A Roma un camion della nettezza urbana, a causa di una pantegana, esce di strada e, capovolgendosi, sparge una valanga di rifiuti che improvvisamente si trasformano in una pioggia di pasticche ecstasi. Un imprevisto ed  esplicito segnale metaforico della società capitolina. Ma chi è l'uomo a cui si fa riferimento? Ma è ovvio, è Lui. Lui è il grande burattinaio che il regista Sorrentino nella pellicola fa apparire solo a circa tre quarti della proiezione. Un panfilo con a bordo decine di ragazze seminude si aggira nelle acque delle spiagge della Sardegna per cercare di attirare l'attenzione di Lui, l'uomo più amato o odiato ma sicuramente più invidiato d'Italia. Ma Lui, cosi compare il nome di Sivio Berlusconi nei display degli smartphone, è seriamente intenzionato a riconquistare il cuore della moglie Veronica. Troppi interessi, politici, aziendali e sportivi riferiti all'amato e pluridecorato Milan, sembra abbiano allontanato sua Emittenza Silvio (interpretato e caricaturato da Toni Servillo) dal suo secondo nucleo famigliare. Eppure nell'immenso parco della sua lussuosa villa, tra innumerevoli tipi di piante di cui è profondo conoscitore,  trova il tempo per illuminare filosoficamente il suo amato nipotino. Un reale Fabio Concato appare nei giardini della villa cantando la canzone "Una domenica bestiale" in memoria dei primi incontri avuti con la bellissima Veronica (interpretata da E. Sofia Ricci). Un aspetto sentimentale in cui traspare una vaga simpatia del personaggio che il regista sembra voglia delicatamente sottolineare nell'ultima parte della prima proiezione. Anche in questo film, come in molti altri concentrati sulla figura di Berlusconi, il  ritratto del berlusconismo fa ancora discutere sull'uomo, l' impresario e il politico che ha maggiormente influito nella vita sociale degli ultimi venticinque anni.  
                                                                              
                                                                          Tiziano Astolfi
 
Bolzano 26.04.2018
Tutti i diritti riservati - Copyright by Tiziano Astolfi © 2018
 
 

domenica 11 marzo 2018

NOME DI DONNA (film) recensione di Tiziano Astolfi © 2018


Recensione di Tiziano Astolfi 
10 marzo 2018
NOME DI DONNA 
(regia di M.T.Giordana-2018)
Il film propone una tematica antica: le molestie sessuali. La protagonista Nina,(interpretata da Cristiana Capotondi), alla ricerca di un lavoro con cui  mantenere se stessa e sua figlia, viene finalmente assunta come inserviente in un centro di assistenza per anziani. Inserita nell’organico della struttura di accoglienza, ben presto dovrà fare i conti con il direttore (interpretato da Valerio Binasco), un tipo prepotente, senza scrupoli e "malato" sessualmente. La giovane Nina però non ci sta e, contrariamente  alle sue colleghe, si ribella. Quello che però turba maggiormente Nina è quando viene a conoscenza del fatto che quasi tutte le colleghe per omertà  tacciono e nessuna si oppone alle molestie del direttore. Decisa a non sottomettersi, ma dovendo subire un conflitto interiore con il rischio di essere licenziata, la protagonista si rivolge prima ad un sindacato e poi ad un avvocato donna al fine di attivare una causa legale. Avviata la denuncia, il procedimento giudiziario si presenta difficile poiché il direttore, oltre ad essere protetto dalle alte sfere ecclesiastiche, gode di un’alta onorabilità, ma alla fine Nina, attraverso una serie di elementi a suo favore, compresa una videoregistrazione che incastra il direttore, ottiene giustizia. Il film, ben costruito in 98 minuti di pellicola, ha, nelle intenzioni del regista Marco Tullio Giordana,  la missione di lanciare un messaggio: cambiare il mondo e renderlo migliore di quello che è. Una proiezione interessante che fa riflettere le donne e soprattutto gli uomini. Le donne potranno prendere coscienza  ed avere il coraggio di dire “no” senza paura di respingere avance non gradite. Gli uomini avranno l’occasione per meditare e onestamente dissociarsi da comportamenti prepotenti ed ignobili.  

                                                                      Tiziano Astolfi

                                                                                   

Copyright by Tiziano Astolfi - Tutti i diritti riservati © 2018   

domenica 11 febbraio 2018

SONO TORNATO - Recensione di TIZIANO ASTOLFI © 2018


      SONO TORNATO    
 regia di Luca Miniero - film 2018
Recensione di Tiziano Astolfi 11.02.18

Un film surreale, divertente, metaforico ma soprattutto un film che fa riflettere. Cento minuti di pellicola in cui il regista Luca Miniero mette in evidenza i grandi errori del passato e soprattutto i madornali errori del presente. Il film racconta di un improbabile Duce (interpretato da Massimo Popolizio) catapultato  in una piazza romana di un quartiere multietnico nella complessa realtà del 2017. Un’Italia in cui regna il caos, dove i valori conquistati in decenni sembrano crollati o privi di senso: politici corrotti, immigrazione incontrollata, la crisi economica e un’idea di futuro  incerto che mette paura. In questo scenario un giornalista documentarista precario (interpretato da Frank Matano) viene casualmente a contatto con Benito Mussolini e, credendolo un attore comico, lo invita a collaborare per realizzare uno scoop televisivo di successo. Il duce, capendo immediatamente il valore degli attuali media, accetta ed insieme girano l’Italia per videoregistrare le reazioni della gente ad un eventuale ritorno di un uomo forte che possa  mettere “ordine” nell’attuale società. L’operazione funziona benissimo tanto da diventare un seguitissimo show televisivo in cui il Duce diventa indiscusso protagonista. E cosi il film racconta le speranze, l’aspetto comico-surreale ma anche le paure  che il personaggio Benito ancora incute in chi non ha dimenticato. Ed è qui che il film, ben costruito, invita ad una profonda riflessione: ma perché molti, nonostante tutto, ancora oggi, a torto o ragione, strizzano l’occhio ad un uomo forte e deciso come il condottiero di Predappio? E perché la paura di un malcapitato, non sia mai, ritorno? E chi sarebbero i responsabili di un eventuale ritorno di un regime forte e autoritario: chi “abbaia” solamente più forte? o chi ha realmente creato le disastrose condizioni economiche,  sociali e morali  affinché  questo avvenga? Un bel film che merita di essere visto e onestamente discusso.
                                                                               Tiziano Astolfi

Tutti i diritti riservati - Copyright by Tiziano Astolfi  © 2018
 

venerdì 15 gennaio 2016

LA CORRISPONDENZA (regia G.Tornatore 2016) RECENSIONE DI TIZIANO ASTOLFI © 2016


LA CORRISPONDENZA (regia di G. Tornatore 2016)            ***  RECENSIONE DI TIZIANO ASTOLFI © 2016  ***
Un film difficile, un ottima scenografia, luce perfetta controllata perfettamente dal regista e diversi spunti su cui riflettere. E' una storia d'amore tra un affascinante sessantenne docente universitario e la sua amante, una sua ex allieva fuori corso. Il professore Ed (Jeremy Irons) è un personaggio un po' contorto, forse un po' egoista nei confronti della sua famiglia ma follemente innamorato della studentessa di astrofisica (Olga Kurylenco) che ha circa 30 anni di meno ed è tre anni più giovane di sua  figlia. All'inizio è difficile intuire il vero rapporto tra i due: per il professore potrebbe sembrare una situazione egoistica e di puro comodo nell'intento di tenersi solo il buono ovvero la bellezza della giovane Amy (il nome della ragazza). Forse l' inesperienza della ragazza, data la giovane età, evita al professore i disagi quotidiani ma non per questo, con abili manovre, la costringe alla clandestinità per altro da lei condivisa senza particolari reclami. L'aspetto tecnologico appare come il fil-rouge di una storia reale e virtuale nel medesimo tempo. Dopo circa 6 anni di anomala frequentazione con la sua amata, il professore Ed, che è anche uno stimato ricercatore astrofisico, scompare definitivamente dalla reale frequentazione della bella giovane ma continua il rapporto virtuale, o meglio continuano i contatti, attraverso i-phone, sms, skype e videoregistrazioni su disco. La giovane attraversa un conflitto interiore a causa della morte dell'amato padre provocata da un incidente automobilistico in cui lei stessa era alla guida del mezzo e per questo motivo si sente responsabile del drammatico incidente. Una ferita aperta che controlla con difficoltà e che le provoca un involontario e difficile rapporto con la madre. Per la ragazza, la prematura scomparsa  del padre sembra rimarcare in lei la necessità di avere una importante figura maschile di riferimento.  Per diletto e anche per guadagnare qualche soldo, l'intraprendente studentessa si presta come stunt-woman in alcune pericolose scene cinematografiche, azioni che le permettono di mettersi alla prova simulando delle finte morti. Il professore di astrofisica, definendo la ragazza "Kamikaze" le dà suggerimenti su come orientare la sua vita spingendola anche a concludere i propri studi. La bella ragazza, sempre attratta e innamorata del suo pigmalione, segue affascinata gli insegnamenti che continuano in maniera virtuale  finchè scopre che il suo professore è morto a causa di una malattia che, per amore, le aveva sempre nascosto. Una sofferenza nascosta e conosciuta solo a pochissimi intimi amici che aiutano il professore Ed ad architettare il suo progetto. Una separazione dunque che non avviene ma che continua con una serie di messaggi programmati nel tempo e che il professore farà inviare da un fidato notaio dopo la sua morte. Dunque un elogio anche alla tecnologia dove nell'era di internet l'astrofisico proietta l'azione del suo amore come quando muore una stella ma continua a vivere riflettendo la sua immensa luce. Una storia d'amore non ben definita ma, come dice il regista, l' importante è che sia esistita. Un film da vedere per poi riflettere.             
                                                  
                                                      Tiziano Astolfi

 
Copyright by Tiziano Astolfi © 2016 - Tutti i diritti riservati  

lunedì 21 dicembre 2015

PSEUDOGRAFFITTARI O SEMPLICEMENTE VANDALI di Tiziano Astolfi © 2015

PSEUDOGRAFFITTARI  O  SEMPLICEMENTE VANDALI ?
 

 
Lettera alla  città di Bolzano in difesa dei Writers

Da alcuni mesi a questa parte si aggirano a Bolzano alcuni vandali che si divertono a scarabocchiare in maniera sistematica e insistente i muri dell'intera città. Non è sicuramente un fenomeno nuovo assistere a questi insulsi atti vandalici che, per  le loro caratteristiche non hanno nessun aspetto creativo o artistico (viste la qualità e la tipologia dei segni), ma hanno puramente il compito di attestare chi è l'autore attraverso sigle o acronimi decifrabili solo dagli stessi maldestri autori. Tuner, Tnr, Rowen, Tues sono gli scarabocchi più frequenti che si possono notare su ormai decine e decine di case private e non o su pareti di edifici in genere, dai Piani ai quartieri Casanova e Firmian,  ma anche Oltrisarco e Gries non sono risparmiati. Recentemente gli scarabocchi sono apparsi sulle pareti del distretto sanitario Europa di via Palermo accompagnati anche da qualche bestemmia. (C'è da chiedersi quando il direttore responsabile del distretto intenda porre rimedio e far cancellare le sopraccitate scritte ritenute anche offensive per gli abitanti del quartiere e non solo.)   Non di meno ad essere imbrattato  è il nuovo ponte Twenty che, ancora prima di essere inaugurato e aperto al pubblico, ha già subito le malefatte dei soliti imbrattatori. Ora al cittadino attento, che desidera una città educata non solo al traffico ma anche al decoro della stessa, viene naturale porsi alcune domande. Che tipo di mentalità, che formazione culturale, quale soddisfazione potrebbero avere  gli arroganti autori di tali atti vandalici? Visti i tantissimi scarabocchi, eseguiti con colori diversi e a volte di grandi dimensioni,  è naturale chiedersi: ma... le bombolette di colore spray, quanto costano? Dove le prendono? Le comprano? Mediamente una bomboletta spray da 400 ml, che basta per "scrivere" anche una sola lettera o un segno di grandi dimensioni, potrebbe costare dai 5 ai 9 euro a seconda delle tinte.  Allora immaginiamo quanto potrebbe costare colorare una sigla intera. Sono forse degli imbrattatori ricchi e scemi?  Oltre i normali cittadini ad essere irritati dagli innumerevoli scarabocchi, ora protestano anche i cosiddetti "Writers" i quali, è bene non confondere, in molti casi sono veri artisti di strada con invidiabili capacità tecniche e creative. E' da sapere che i Writers (più comunemente conosciuti come "graffittari") chiedono e ottengono permessi dal Comune per dipingere o decorare appositi spazi stabiliti dallo stesso Comune.

Allora è lecito farsi un'ulteriore domanda: ma cosa fa il Comune di Bolzano per prevenire questi fastidiosi atti  vandalici?

                                                                                                   Tiziano Astolfi

giovedì 8 maggio 2014

* * * ALESSANDRO DAMIAN BY MICROCOSMOPOP * * *

IL POLIEDRICO "ALE" DAMIAN  di Lidia Bertacchi 2014 


 
Pubblicato su Qui Bolzano n.9  del 8 maggio 2014

Artista poliedrico, autore di canzoni,  produttore, arrangiatore,  giovane  ma con una poliennale esperienza nel campo musicale, il bolzanino Alessandro Damian  è un personaggio  conosciuto nel settore artistico a livello regionale e oltre, non solo per aver suonato con parecchie formazioni,   ma anche per aver prodotto e arrangiato le loro musiche. Alessandro si occupa infatti di produzioni audio (realizzazione di  ‘demo’CD per gruppi emergenti), di hard disk recording, di pre- e post- produzione applicata al sistema di elaborazione digitale Cubase/Steinberg (nell’ambito di MicrocosmoPop recording Studio). Nel 2004 perfeziona ed elabora importanti cognizioni tecniche frequentando, presso il CAT Sound Studio di Rovigo, un corso per fonico-operatore sulla registrazione sonora digitale (Pro-tools tdm) con l’insegnante Mario Marcassa. Già in giovanissima età, Damian viene indirizzato al solfeggio sul pianoforte sotto la guida del prof. Marco Facchin, per poi avvicinarsi al mondo delle percussioni con il maestro Mario Punzi, imparando a suonare la batteria. Nel 1997, grazie all’incontro con Tiziano Astolfi, imposta le prime nozioni su chitarra e basso elettrico, teoria e pratica musicale, timing, composizione, ecc. e comincia a suonare in alcuni gruppi musicali, alternando basso e chitarra. Autore registrato alla  Siae (Società Italiana Autori Editori) fin dal 2002, inizia a comporre ed eseguire diversi brani musicali originali che gli permettono di acquisire sempre maggiore autorevolezza e capacità nell’arrangiamento e nell’elaborazione del rapporto tra le varie componenti strumentali.  Negli anni 2004/2010 partecipa con alcune formazioni musicali (i Pea, i Killjoy, i Julius Bana e gli Eugenie) ad importanti eventi musicali tra cui l’ “I-TIM Tour” di Trieste, l’ “Italia-Wave” di Firenze, il “M.E.I.” di Faenza e il “B-checkezd” Tour svoltosi in Germania e nella Repubblica Ceca; vince, con i bolzanini Eugenie, il concorso nazionale “Rock Targato Italia” organizzato a  Milano. Un curriculum musicale di tutto rispetto considerato che Alessandro ora ha solo 28 anni! L’esperienza fatta sul campo e l’entusiasmo nell’esercitare la propria creatività nel settore artistico-musicale hanno orientato il giovane pluristrumentista ad operare   nell’ambito della produzione audio  presso lo studio MicrocosmoPop di Bolzano insieme ai fedelissimi Thomas Lorenzi e Simon Weisskopf: un’iniziativa   in cui sono coinvolti giovani che offrono la loro esperienza ad altri giovani, oltre che collaborare con alcuni noti musicisti nell’entourage della musica bolzanina. Lo stile che caratterizza l’attività di Alessandro nelle  produzioni musicali è la precisione e la raffinatezza nell’assemblare le diverse dinamiche strumentali, l’originalità dei suoni combinati in modo insolito e personale. Che dire ancora? Auguriamo buon lavoro a tutti  quei progetti musicali in cui sono coinvolti giovani musicisti che mettono a frutto la loro creatività inventando qualcosa di nuovo!

                                                                                                           Lidia Bertacchi 
Tutti i diritti riservati - Copyright by Lidia Bertacchi  2014 

domenica 1 aprile 2012

A GENTILE RICHIESTA, NEOLOGISMI TRECCANI - SOLO PER RIDERE a cura di Tiziano Astolfi

ABBECEDARIO espressione di sollievo di chi si accorge che c’è anche Dario
ACCOZZAGLIA gruppo di ragazze dall’aspetto poco gradevole
ALANO cane di cui è certo un particolare anatomico
ANAMNESI fenomeno di cui ci si dimentica di avere il culo
APPARECCHIO elettrodomestico per preparare la tavola
AUTOCLAVE arma automatica dell’età della pietra
BACCANALE frutto selvatico usato come supposta
BATTISTRADA prostituta (gergale)
BEONE to be the number one
BIDET detto due volte
BISCAZZIERE persona maschile sessualmente molto dotata
CALAMARI molluschi responsabili della bassa marea
CAPPUCCETTO ROSSO preservativo sovietico
CATALESSI Catalani condannati alla pentola a pressione
CELLULITE lite tra telefonini
CERBOTTANA cervo femmina di facili costumi
CIAMBELLANO colui che ha il più bel culo del reame
CITOFONO scimpanzè maschio musicale
COLONIA PENALE detergente intimo maschile
COREOGRAFO studioso della mappa della Corea
CREDENZA POPOLARE armadio economico
CULINARIA associazione paracadutisti gay
DERAGLIARE uscire dalla rotaie facendo il verso dell’asino
DODECAGONO figura piana di 12 lati nei cui 12 angoli vanno di corpo 12 persone
EQUIDISTANTI cavalli in lontananza
EQUILIBRISTA bibliotecario dei cavalli
EQUINOZIO cavallo che non lavora
ERRONEO piccola macchia della pelle in un posto sbagliato
ESCURSIONE TERMICA gita in montagna quando fa molto caldo
ESTERREFATTO drogato straniero
ESTESO uomo orientale nevrotico
FAHRENHAIT fare tardi la notte
FANTASCIENZA aranciata spaziale
FONETICA disciplina che regola il comportamenti degli asciugacapelli
FORMICHIERI insetti del giorno prima
FREGATA unità navale sottratta al nemico
GESTAZIONE gravidanza della moglie di un ferroviere
GIULIVA slogan di chi è vessato dall’ Imposta sul Valore Aggiunto
INTERPRETATO posto tra due preti
NIENTEPOPODIMENO lassativo molto potente
NOVANTENNE radioamatore molto attrezzato (dotato)
PALAFITTA intenso dolore al testicolo
PANGRATTATO pagnotta ottenuta poco lecitamente
PROFILATTICO mansarda in puro lattice naturale
PROFITEROL magnaccia parigino
SOMMARIO indicativo presente del verbo “ essere Mario”
STRAFOTTENTE dicesi di persona di grandi qualità amatorie
ZONA DISCO parcheggio per gli UFO